L'importanza della formazione continua nel mercato del lavoro moderno

L’importanza della formazione continua nel mercato del lavoro moderno

Nel panorama lavorativo contemporaneo, segnato da trasformazioni rapide e costanti, la formazione continua si conferma come uno degli strumenti più strategici per mantenere e rafforzare la propria posizione professionale. La velocità con cui emergono nuove tecnologie, l’evoluzione delle esigenze aziendali e la crescente globalizzazione impongono un aggiornamento costante delle competenze. In questo scenario, investire nella formazione non è solo utile, ma essenziale. Ma come la formazione professionale continua può fare realmente la differenza nella carriera di un professionista? Scopriamolo insieme, esplorando i suoi vantaggi, le modalità più efficaci e l’impatto sul benessere individuale e collettivo.

Cos’è la formazione continua e perché è fondamentale?

Con il termine formazione continua si intendono tutte le attività formative intraprese da una persona lungo tutto l’arco della vita lavorativa. Questa formazione può avvenire in:

  • Contesti formali: corsi universitari, master, certificazioni professionali;
  • Contesti non formali: webinar, workshop, e-learning;
  • Contesti informali: letture, podcast, apprendimento sul campo.

La formazione continua si caratterizza per la sua natura volontaria e proattiva. Non è imposta, ma scelta. È un investimento personale, volto a migliorare le proprie competenze, adattarsi al cambiamento e cogliere nuove opportunità.

Formazione continua: pilastro nel mercato del lavoro moderno

Il mondo del lavoro è in continua evoluzione. Nuove tecnologie, cambiamenti nei modelli organizzativi e competenze sempre più specifiche richiedono aggiornamento costante. In questo contesto, la formazione continua non è solo utile, ma diventa un pilastro essenziale per restare competitivi, crescere professionalmente e cogliere nuove opportunità.

Vediamo insieme i principali motivi per cui aggiornarsi continuamente è fondamentale:

1. Contrasto all’obsolescenza delle competenze

Secondo il World Economic Forum, entro il 2027 circa il 44% delle attuali competenze lavorative sarà superato.

Questo dato evidenzia quanto sia urgente aggiornarsi costantemente. In un mercato dinamico, solo chi investe nella formazione continua riesce a restare competitivo e pronto ad affrontare nuove sfide.

2. Sviluppo di competenze tecniche e trasversali

La formazione professionale continua permette di:

  • Rafforzare le competenze già possedute;
  • Acquisire nuove hard skill, come coding, data analysis, cybersecurity;
  • Sviluppare soft skill fondamentali, come leadership, comunicazione efficace, problem solving e pensiero critico;
  • Professionisti multidisciplinari, capaci di unire competenze verticali e trasversali, sono oggi tra i più ricercati.

3. Crescita professionale e avanzamento di carriera

Partecipare a corsi di aggiornamento, conseguire certificazioni e ampliare il proprio know-how dimostra impegno, flessibilità e spirito di iniziativa. Queste qualità sono premiate dalle aziende, che vedono nella formazione continua un indicatore di potenziale per ruoli di responsabilità, promozioni e riconoscimenti.

4. Miglioramento della produttività e motivazione

Un professionista formato è anche un professionista più efficiente. Chi è aggiornato su tecniche, strumenti e tendenze riesce a svolgere le proprie mansioni con maggiore precisione, velocità e qualità. Questo impatta positivamente anche sulla motivazione, riducendo stress e insoddisfazione.

La formazione continua come vantaggio per le aziende

Le aziende che promuovono attivamente la formazione continua dei propri dipendenti raccolgono numerosi benefici. Oltre a migliorare la qualità del lavoro e a stimolare l’innovazione, le aziende possono:

  • Aumentare la competitività: un team con competenze sempre aggiornate è in grado di affrontare meglio le sfide del mercato, offrendo soluzioni più rapide ed efficaci;
  • Migliorare il clima aziendale: l’investimento nella formazione professionale continua dimostra che l’azienda crede nel valore dei propri dipendenti, migliorando la loro lealtà e motivazione;
  • Attrarre talenti: un’azienda che offre opportunità di aggiornamento è in grado di attrarre e trattenere i migliori talenti, che sono motivati a crescere e imparare.

Soft skill: il cuore della formazione del futuro

Non solo competenze tecniche: le soft skill saranno sempre più determinanti. Secondo il WEF, le skill più richieste nel 2025 includono:

  • Intelligenza emotiva;
  • Creatività;
  • Leadership e influenza sociale;
  • Pensiero analitico;
  • Resilienza e flessibilità.

La formazione professionale continua deve quindi includere anche lo sviluppo personale! Un bravo manager che non sa comunicare o un tecnico che fatica a collaborare col team sono esempi di talenti sottoutilizzati.

Inoltre, imparare migliora anche il benessere personale. Acquisire nuove conoscenze:

  • Aumenta l’autostima;
  • Stimola la curiosità;
  • Riduce la sensazione di stagnazione;
  • Migliora la qualità della vita lavorativa e relazionale.

In un mondo dove la sola certezza è il cambiamento, la formazione continua rappresenta la risposta più efficace. È uno strumento di empowerment personale e professionale, un mezzo per evolversi, innovare e non restare indietro.

Non importa il punto di partenza, l’età o il settore: il miglior momento per iniziare a investire sulla propria crescita è adesso!

Competenze Digitali CV: Il vero vantaggio competitivo per lavorare

Competenze Digitali CV: Il vero vantaggio competitivo per lavorare

Cosa si intende esattamente con competenze digitali CV? E quali sono le più richieste dalle aziende? Il Curriculum Vitae non è solo un elenco di esperienze e abilità, è il biglietto da visita che può determinare se finisci nel mucchio o se ottieni quel tanto agognato colloquio. Tra tutte le competenze che un professionista può mostrare, le competenze digitali sono quelle che fanno davvero la differenza. Queste abilità non solo ti rendono più appetibile ai recruiter, ma sono anche essenziali per stare al passo con un mercato che cambia costantemente. Scopriamolo insieme.

Cosa sono le Competenze Digitali?

Le competenze digitali sono tutte quelle abilità che permettono di utilizzare strumenti tecnologici per svolgere le attività lavorative in modo più efficace e produttivo.

Non si tratta solo di saper usare il computer, ma di conoscere i vari software, piattaforme e applicazioni che oggi sono alla base della maggior parte dei lavori.

Con l’espansione delle tecnologie, queste competenze vanno ben oltre la semplice conoscenza di un programma. Comprendono anche la capacità di comprendere e sfruttare le nuove tecnologie per migliorare i processi e ottenere risultati migliori.

Le competenze digitali si dividono in diverse categorie:

  • Competenze di base: riguardano l’uso quotidiano della tecnologia, come la navigazione su Internet, l’uso della posta elettronica, la gestione di file e cartelle;
  • Competenze intermedie: includono l’uso di software specifici, strumenti di collaborazione online e la gestione dei social media;
  • Competenze avanzate: comprendono programmazione, analisi dei dati, sicurezza informatica e utilizzo di intelligenza artificiale.

Competenze Digitali CV: perché inserirle è così importante

Nell’era digitale, ogni azienda, piccola o grande che sia, cerca professionisti con competenze digitali solide.

La tecnologia è al centro di tutto, dai processi aziendali alla gestione del lavoro, e chi non sa come usarla rischia di restare indietro. Le aziende non cercano solo chi sa fare il suo lavoro, ma chi sa farlo con l’aiuto della tecnologia, migliorando efficienza, comunicazione e produttività.

Non basta più saper usare un computer, bisogna dimostrare che si è in grado di integrare le tecnologie moderne nel proprio lavoro, per rendere tutto più veloce, sicuro e innovativo.

Quali sono le Competenze Digitali più richieste da inserire nel CV?

Software e Applicazioni

Attualmente ogni lavoro richiede l’uso di software specifici. Che si tratti di gestire documenti (Word, Excel, PowerPoint) o di progettare grafica (Adobe Suite), conoscere a fondo gli strumenti più comuni è una delle competenze più richieste. E non dimentichiamo le piattaforme cloud come Google Drive o Dropbox, fondamentali per collaborare a distanza.

Gestione e Analisi dei dati

La capacità di raccogliere, analizzare e interpretare i dati è un must. Strumenti come Excel o Google Analytics ti permettono di gestire informazioni vitali e di prendere decisioni basate su dati concreti. Queste competenze sono cruciali in quasi tutti i settori, dalla finanza al marketing.

Marketing Digitale e Social Media

Le aziende si rivolgono sempre di più al web per promuoversi, e saper gestire i social media è una competenza fondamentale. Creare strategie vincenti, analizzare le performance online e gestire le campagne pubblicitarie sono skills che oggi ogni azienda cerca nella propria squadra.

Sicurezza Informatica

La protezione dei dati è una priorità per tutte le aziende, grandi e piccole. Conoscere i principi della cyber security, come la gestione sicura delle password, l’uso di software antivirus e la protezione delle informazioni sensibili, ti renderà indispensabile nel mondo del lavoro.

Programmazione e Coding

Non è necessario essere un esperto, ma avere le basi di programmazione è un plus. Conoscenze in linguaggi come HTML, CSS o Python ti apriranno porte in vari ambiti, specialmente in quelli legati al web e alla tecnologia.

Cloud Computing e Strumenti di Collaborazione

Con il lavoro a distanza che è diventato la norma, sapere usare strumenti di collaborazione online come Teams o Zoom è fondamentale. Saper gestire un gruppo distribuito, lavorare su documenti condivisi e coordinare progetti in modo efficiente ti renderà un professionista molto ricercato.

Come mostrare le Competenze Digitali nel CV

Adesso che abbiamo compreso quali sono le competenze fondamentali, è il momento di metterle in mostra all’interno del CV. Ecco come fare:

  • Crea una Sezione specifica: Non lasciare che le tue competenze digitali passino inosservate! Inserisci una sezione “Competenze Digitali” o “Competenze Tecniche” e scrivi in dettaglio tutti gli strumenti che conosci. Indica con precisione il livello di conoscenza che hai di ciascuno (base, avanzato, esperto).
  • Spiega con esempi concreti: Non basta dire “so usare Excel”. Specifica come hai usato Excel: “Creazione di report settimanali con funzioni avanzate e tabelle pivot”. Mostra con esempi reali quanto sei bravo ti farà risaltare rispetto agli altri.
  • Metti in evidenza Certificazioni e Corsi: Se hai seguito corsi o ottenuto certificazioni (ad esempio Google Analytics, Adobe, Microsoft), non dimenticare di inserirli! Le certificazioni sono un ottimo modo per dimostrare che sei impegnato nel migliorare le tue competenze e che sei un professionista serio.

Con il mondo del lavoro che cambia così velocemente, acquisire competenze digitali non è solo una buona idea: è una necessità! Le competenze digitali nel CV sono il vero vantaggio competitivo di oggi che permettono di farci notare tra tanti candidati. Che tu stia cercando lavoro o voglia far crescere la tua carriera, le competenze digitali sono quelle che ti permetteranno di distinguerti.

Professioni del futuro: quali competenze saranno più richieste?

Professioni del futuro: quali competenze saranno più richieste?

Il panorama lavorativo del futuro sta subendo una trasformazione profonda, guidata sia dall’innovazione tecnologica che dai cambiamenti globali. Le professioni del futuro saranno sempre più legate alla digitalizzazione, alla sostenibilità e alla capacità di adattarsi a un mondo in continua evoluzione. L’adattamento alle nuove tecnologie e l’acquisizione di competenze specifiche saranno la chiave per affrontare le sfide future e rispondere alle esigenze del mercato del lavoro in rapido cambiamento.

In questo articolo, esploreremo le competenze che domineranno il mercato del lavoro nei prossimi anni. Dall’intelligenza artificiale alla sostenibilità, passando per il digitale e le tecnologie emergenti, competenze cruciali per prepararsi a una carriera di successo nel futuro.

1. Competenze Digitali

L’espansione della digitalizzazione impone una preparazione sempre più solida nelle competenze informatiche. Alcuni dei settori in forte crescita sono:

  • Programmazione e Sviluppo Software: La richiesta di sviluppatori esperti in linguaggi come Python, Java e C++ è in continuo aumento;
  • Data Science e Big Data: L’analisi dei dati sarà centrale per il processo decisionale, con l’emergere di nuove figure professionali come Data Scientist e Big Data Engineer;
  • Cybersecurity: Con l’incremento delle minacce informatiche, i professionisti della sicurezza digitale sono sempre più ricercati;
  • Intelligenza Artificiale e Automazione: L’AI è destinata a diventare cruciale per la maggior parte delle industrie, con ruoli emergenti come Machine Learning Engineer e AI Specialist.

2. Soft Skills

Nonostante l’automazione, le soft skills rimarranno un punto fermo per i professionisti del futuro. Le competenze relazionali e di leadership saranno fondamentali:

  • Intelligenza Emotiva: La capacità di gestire le proprie emozioni e comprendere quelle degli altri sarà sempre più richiesta;
  • Leadership e Gestione del Team: La gestione di team distribuiti e diversificati richiederà forti capacità di leadership;
  • Comunicazione Interculturale: Le aziende globalizzate necessiteranno di professionisti in grado di navigare in contesti interculturali e gestire relazioni internazionali;
  • Adattabilità e Flessibilità: L’abilità di adattarsi rapidamente ai cambiamenti e a situazioni inaspettate è diventata sempre più importante, soprattutto in un mondo del lavoro in continuo mutamento;
  • Gestione del Tempo: Essere in grado di organizzare e ottimizzare il proprio tempo in modo efficace è essenziale per affrontare un ambiente lavorativo sempre più frenetico e con scadenze serrate.

3. Creatività e Innovazione

Le professioni del futuro richiederanno approcci creativi per risolvere problemi complessi. Tra le competenze più rilevanti ci sono:

  • Design e UX/UI: Il design dell’esperienza utente e dell’interfaccia sarà un settore in espansione, con la necessità di esperti in usabilità e accessibilità;
  • Pensiero Critico e Problem Solving: La capacità di analizzare e risolvere problemi complessi sarà cruciale, soprattutto nei settori legati alla tecnologia e alla sanità;
  • Innovazione Sociale e Sostenibilità: Con la crescente attenzione ai problemi globali, le competenze nell’ambito della sostenibilità e dell’innovazione sociale saranno molto ricercate;
  • Futuro dell’arte e della Cultura digitale: Le professioni creative, come quelle legate alla produzione di contenuti digitali, al design grafico, alla musica digitale e alla realtà aumentata/virtuale, stanno rapidamente evolvendo. I professionisti dovranno non solo essere creativi, ma anche saper integrare nuove tecnologie nei loro processi creativi, per costruire esperienze uniche e immersive.

4. Settore Sanitario: Biotecnologie e Telemedicina

L’industria sanitaria, spinta dall’innovazione tecnologica, è destinata a espandersi. Le competenze necessarie includono:

  • Biotecnologie e Genetica: Le figure professionali specializzate in genetica e biotecnologie saranno centrali nella medicina del futuro, con la crescente domanda di trattamenti personalizzati;
  • Telemedicina: La digitalizzazione dei servizi sanitari ha reso la telemedicina una parte fondamentale dell’assistenza, creando nuove opportunità professionali;
  • Assistenza agli anziani: Con l’invecchiamento della popolazione, le professioni nell’assistenza agli anziani e nella gestione delle malattie croniche sono in forte crescita.

5. Competenze in Realtà Aumentata (AR) e Realtà Virtuale (VR)

Le tecnologie di realtà aumentata (AR) e realtà virtuale (VR) stanno rivoluzionando diversi settori, tra cui l’educazione, la medicina e l’intrattenimento. Le competenze richieste includono:

  • Sviluppo di Esperienze AR/VR: I professionisti in grado di progettare esperienze immersive saranno molto richiesti, soprattutto in ambito educativo e sanitario;
  • Progettazione di simulazioni: In medicina e formazione professionale, l’uso di simulazioni AR/VR per il training sta diventando sempre più comune;
  • Innovazione tecnologica e Ingegneria creativa: Gli ingegneri e gli sviluppatori saranno chiamati a progettare nuove soluzioni tecnologiche che rispondano ai bisogni emergenti. Le innovazioni in realtà aumentata (AR), realtà virtuale (VR), intelligenza artificiale e robotica richiederanno un approccio creativo per integrare tecnologie avanzate in modi che migliorino la vita quotidiana e risolvano problemi globali.

6. Competenze in Blockchain e Criptovalute

La blockchain e le criptovalute sono destinate a trasformare numerosi settori, dal finanziario alla logistica. Le competenze in questo campo includono:

  • Sviluppatori Blockchain: La domanda di esperti in grado di sviluppare applicazioni blockchain è in forte crescita, soprattutto per garantire transazioni sicure e trasparenti;
  • Esperti in criptovalute e fintech: I professionisti che comprendono le dinamiche delle criptovalute e della gestione degli asset digitali saranno tra i più richiesti;
  • Smart Contracts e LegalTech: Un’altra competenza emergente è la gestione degli smart contracts. I professionisti in LegalTech sono chiamati a progettare soluzioni tecnologiche in grado di automatizzare i processi legali, contribuendo a ridurre i costi e migliorare la sicurezza nelle transazioni commerciali.

7. Competenze in Marketing Digitale e Social Media

Con la continua espansione del mondo online, le professioni del futuro legate al marketing digitale sono in forte crescita. Le competenze più richieste includono:

  • SEO e SEM: L’ottimizzazione per i motori di ricerca (SEO) e il marketing sui motori di ricerca (SEM) sono fondamentali per aziende che vogliono emergere online;
  • Gestione dei Social Media: La capacità di gestire le piattaforme social e di analizzare i comportamenti dei consumatori online è una competenza chiave per i marketer del futuro;
  • Content Marketing e Storytelling: Le aziende cercano professionisti in grado di sviluppare strategie di content marketing che combinano storytelling, visual design e SEO per raccontare storie che risuonano con i consumatori;
  • Influencer Marketing: Con l’ascesa degli influencer, questa competenza è diventata fondamentale. Le aziende si affidano sempre più a personalità di spicco per promuovere i loro prodotti o servizi;
  • Analisi dei dati e Marketing Automation: Le competenze nell’uso di strumenti avanzati di analytics e nella marketing automation permettono di ottimizzare le campagne e raggiungere il pubblico giusto nel momento giusto, personalizzando l’esperienza dell’utente.

8. Logistica e Supply Chain Management Avanzata

Con l’aumento della globalizzazione e la crescente complessità delle catene di approvvigionamento, la gestione logistica sta diventando sempre più sofisticata. Le competenze richieste includono:

  • Tecnologie IoT e Blockchain nella Logistica: L’uso di Internet of Things (IoT) e blockchain per il monitoraggio e la gestione delle risorse sta rivoluzionando la logistica;
  • Gestione delle Supply Chain Globali: La capacità di ottimizzare le operazioni logistiche a livello globale sarà una competenza altamente richiesta in vari settori.

9. Sostenibilità e Green Jobs

Le professioni del futuro saranno sempre più legate alla sostenibilità, con una crescente richiesta di professionisti che lavorano per garantire pratiche ecologiche e responsabili. Le competenze richieste includono:

  • Gestione delle risorse naturali: I professionisti che gestiscono le risorse naturali, dall’acqua alla terra agricola, saranno fondamentali per affrontare le sfide ambientali;
  • Energie Rinnovabili: Le competenze nell’ambito delle energie rinnovabili (come solare, eolico e biomasse) sono cruciali per la transizione verso un futuro più sostenibile;
  • Economia circolare: Le figure professionali che promuovono modelli di economia circolare, che prevedono il riciclo e la riduzione dei rifiuti, sono destinate a essere sempre più ricercate.

Le professioni del futuro saranno definite dall’evoluzione tecnologica, dalla sostenibilità e dai nuovi mercati globali. Investire in competenze come programmazione, cybersecurity, biotecnologia, marketing digitale e gestione sostenibile delle risorse è fondamentale per restare competitivi. Prepararsi oggi significa aprire opportunità di crescita in un mondo in rapido cambiamento.

Public Speaking: tecniche per parlare in pubblico con sicurezza

Public Speaking: tecniche per parlare in pubblico con sicurezza

Il public speaking è una delle competenze più apprezzate nel mondo professionale e accademico. Parlare di fronte a un pubblico, tuttavia, può rappresentare una sfida per molti. Sebbene alcune persone sembrino avere un talento naturale, il public speaking è una capacità che può essere acquisita e affinata attraverso la pratica e l’impegno. In questo articolo scoprirai cos’è il public speaking, le migliori tecniche per parlare con sicurezza e i consigli pratici per catturare e mantenere l’attenzione del pubblico.

Cosa s’intende per Public Speaking?

Il public speaking è “l’arte di comunicare” efficacemente davanti a un pubblico, trasmettendo messaggi chiari, coinvolgenti e persuasivi. È una competenza che richiede la capacità di trasmettere idee, emozioni e informazioni a un gruppo di persone, utilizzando non solo le parole, ma anche il tono della voce, il linguaggio del corpo e altre tecniche di comunicazione.

Un buon oratore è in grado di influenzare, motivare e informare l’audience, facendo in modo che il messaggio sia non solo compreso, ma anche memorabile. Il public speaking viene utilizzato in una vasta gamma di situazioni, come presentazioni aziendali, discorsi motivazionali, lezioni accademiche, conferenze e altri eventi pubblici.

In sostanza, il public speaking è una forma di comunicazione verbale che mira a raggiungere un obiettivo specifico, come ispirare, educare o esortare, facendo uso di tecniche per mantenere l’attenzione e favorire l’interazione con il pubblico.

Tecniche per parlare in pubblico con sicurezza

Parlare in pubblico con sicurezza non è una qualità innata, ma un’abilità che si può sviluppare attraverso l’apprendimento e la pratica. La chiave del successo nel public speaking risiede nell’approccio strategico e nella gestione consapevole degli elementi che compongono una buona presentazione.

Ecco alcune tecniche fondamentali per parlare in pubblico con maggiore sicurezza:

Preparazione Meticolosa

La preparazione è la base di ogni discorso sicuro. Un discorso ben organizzato aiuta a ridurre l’incertezza e a sentirsi più sicuri. Prima di tutto, bisogna conoscere bene il proprio pubblico, capire chi ci ascolta permette di adattare il messaggio alle loro esigenze e aspettative. Per strutturare un intervento in modo chiaro, bisogna creare:

  • Introduzione: Cattura immediatamente l’attenzione con un’apertura interessante;
  • Corpo del discorso: Sviluppa i punti principali in modo logico e coerente;
  • Conclusione: Lascia un messaggio forte e memorabile, che riassuma il nucleo del tuo intervento.

Controllo del linguaggio del corpo

Il linguaggio del corpo gioca un ruolo cruciale nel public speaking. Una postura sicura e un atteggiamento positivo trasmettono fiducia. Alcuni suggerimenti utili:

  • Posizione stabile e aperta: Evitare di incrociare le braccia e mantieni le spalle rilassate;
  • Movimenti calibrati: Non bisogna stare immobili, ma neanche esagerare nei movimenti. È importante camminare con naturalezza per stabilire una connessione con il pubblico;
  • Contatto visivo: Guardare negli occhi i membri del pubblico li fa sentire coinvolti e crea un legame diretto.

Uso efficace della voce

La voce è uno degli strumenti più potenti durante il public speaking. Un uso sapiente del tono, del volume e del ritmo rende il tuo intervento più interessante e coinvolgente:

  • Varia il tono: Evitare la monotonia e usare infrazioni per enfatizzare i punti importanti;
  • Fai delle pause: Le pause sono fondamentali per dare al pubblico il tempo di riflettere su ciò che si dice, ma anche per creare suspense e focalizzare l’attenzione sui concetti chiave;
  • Articola chiaramente: Una pronuncia chiara aiuta a evitare malintesi e rende il tuo discorso più professionale.

Gestire l’ansia

L’ansia da public speaking è comune, ma non insormontabile. La preparazione aiuterà a sentirti più sicuro, ma ci sono anche altre tecniche che ti permetteranno di gestire la tensione:

  • Respirazione profonda: Prima di iniziare, bisogna concentrarsi su respiri profondi per calmare i nervi e focalizzarti.
  • Visualizzazione positiva: Immaginare di avere successo durante un discorso, visualizzando la reazione positiva del pubblico.
  • Esperienza graduale: Iniziare con presentazioni davanti a gruppi piccoli, per poi affrontare gradualmente platee più numerose.

Coinvolgere il pubblico

Un discorso non è solo un monologo, ma un’interazione. Per mantenere alta l’attenzione e stimolare l’interesse, è fondamentale coinvolgere il pubblico durante il public speaking:

  • Fare domande: Le domande stimolano il pensiero e fanno sentire il pubblico parte attiva della presentazione.
  • Raccontare storie: Le storie sono un ottimo strumento per rendere il discorso più interessante e memorabile.
  • Adattare il linguaggio: Usa un linguaggio comprensibile per il tuo pubblico, evitando tecnicismi e frasi troppo complesse.

Public Speaking e Leadership – Il legame tra Comunicazione e Successo

Il public speaking non si limita a parlare di fronte a una folla, ma è un potente strumento di leadership. I grandi leader sono spesso anche oratori eccellenti, capaci di ispirare, motivare e convincere grazie alla loro abilità di comunicare in modo chiaro, suggestivo e carismatico.

Questi non si limitano a trasmettere un messaggio, ma devono essere in grado di trasmettere una visione, rafforzare la fiducia del pubblico e guidare il cambiamento.

Che si tratti di una presentazione aziendale, di un discorso motivazionale o di una conferenza, chi sa padroneggiare l’arte del public speaking ha il potere di influenzare positivamente il proprio pubblico.

Gli elementi chiave che collegano il public speaking alla leadership, sono:

  • Chiarezza e Persuasione: I leader efficaci sanno come comunicare in modo diretto e coinvolgente, rendendo i concetti facilmente comprensibili e persuasivi;
  • Empatia e Connessione: La capacità di comprendere e adattarsi al proprio pubblico è fondamentale per creare una connessione autentica e ottenere un impatto positivo;
  • Gestione dello Stress: Parlare in pubblico con sicurezza è una testimonianza della capacità di gestire la pressione, una qualità imprescindibile per ogni leader che desideri guidare con efficacia.

Quindi si, migliorando le proprie abilità nel public speaking si rafforzano anche le proprie capacità di leadership. La comunicazione così diventa uno strumento di successo tanto personale quanto professionale!

 

Il public speaking è un’abilità che si può sviluppare con pratica e dedizione. Seguendo queste tecniche, potrai affrontare qualsiasi platea con maggiore sicurezza e autorevolezza. Con il tempo, parlare in pubblico diventerà non solo più semplice, ma anche una delle tue abilità più preziose!

Leadership e Teamwork: come svilupparle attraverso la formazione

Leadership e Teamwork: come svilupparle attraverso la formazione

In un contesto lavorativo sempre più dinamico e competitivo, leadership e teamwork rappresentano due elementi fondamentali per il successo di qualsiasi organizzazione. La loro corretta applicazione consente di migliorare le performance aziendali, aumentare la produttività e creare un ambiente di lavoro collaborativo ed efficiente. Ma cosa si intende esattamente per leadership e teamwork? Perché sono così importanti e come possono essere sviluppate attraverso la formazione? Scopriamolo insieme in questo articolo.

Cos’è la Leadership?

La leadership è la capacità di guidare, influenzare e motivare un gruppo di persone verso il raggiungimento di un obiettivo comune. Non si tratta solo di una posizione gerarchica, ma di una serie di competenze e qualità che permettono di esercitare un impatto positivo sugli altri.

Un leader efficace deve essere in grado di ispirare, coinvolgere e supportare il proprio team, promuovendo un ambiente di lavoro armonioso e produttivo.

Esistono diversi stili di leadership, tra cui:

  1. Leadership trasformazionale: il leader motiva e ispira il team attraverso una visione chiara e condivisa.
  2. Leadership democratica: in questo caso il leader favorisce la partecipazione attiva del team nelle decisioni.
  3. Leadership autoritaria: qui, invece, prende decisioni in modo autonomo, spesso in situazioni di emergenza.
  4. Leadership situazionale: il leader adatta il proprio stile in base alle necessità del team e alle circostanze.

Le principali caratteristiche di un buon leader includono:

  • Visione strategica: la capacità di vedere il quadro generale e guidare il team verso traguardi chiari.
  • Comunicazione efficace: saper trasmettere in modo chiaro e motivante le proprie idee.
  • Empatia: comprendere e considerare le esigenze e le emozioni del team.
  • Capacità decisionale: essere in grado di prendere decisioni anche in situazioni complesse.
  • Problem-solving: affrontare le sfide con creatività e determinazione.

Cos’è il Teamwork?

Il teamwork, o lavoro di squadra, è la capacità di collaborare con altre persone per raggiungere un obiettivo comune. Non si limita alla semplice cooperazione, ma implica una comunicazione efficace, la fiducia reciproca e un forte senso di responsabilità condivisa.

Un team ben funzionante è caratterizzato da ruoli chiari, un ambiente di lavoro inclusivo e un’ottima gestione delle risorse e delle competenze individuali.

I principali vantaggi del teamwork includono:

  • Maggiore efficienza: il lavoro condiviso permette di completare i progetti in meno tempo.
  • Creatività e innovazione: la collaborazione tra individui con diverse competenze stimola nuove idee.
  • Maggiore motivazione: lavorare in un team ben strutturato aumenta il coinvolgimento e il senso di appartenenza.
  • Risoluzione rapida dei problemi: il confronto tra più persone facilita l’individuazione di soluzioni efficaci.
  • Crescita professionale: la condivisione delle conoscenze e delle competenze aiuta ogni membro a migliorarsi continuamente.

Perché Leadership e Teamwork sono importanti?

Leadership e teamwork sono due facce della stessa medaglia e risultano fondamentali in qualsiasi contesto professionale. Un leader efficace deve saper lavorare in team, e un team ben organizzato ha bisogno di una guida forte per ottenere risultati concreti.

Ecco alcuni motivi per cui entrambe sono cruciali:

a) Migliorano la produttività aziendale: un team ben gestito lavora in modo più efficace e raggiunge gli obiettivi con maggiore rapidità.

b) Aumentano la soddisfazione dei dipendenti: un ambiente di lavoro collaborativo e una leadership efficace contribuiscono a ridurre il turnover e migliorare il clima aziendale.

c) Favoriscono l’innovazione: il confronto tra idee diverse e la guida di un leader capace stimolano nuove soluzioni e strategie.

d) Gestiscono meglio i conflitti: una buona leadership e una collaborazione efficace riducono le tensioni e migliorano le relazioni interne.

Come sviluppare Leadership e Teamwork attraverso la formazione

La formazione gioca un ruolo cruciale nello sviluppo di queste competenze. Ecco alcuni metodi efficaci per migliorare leadership e teamwork attraverso percorsi formativi specifici:

Corsi di Leadership

Partecipare a corsi di leadership aiuta a sviluppare capacità come la comunicazione, la gestione dei conflitti, la motivazione del team e il decision-making. I programmi di formazione possono includere sessioni pratiche, case study e role-playing per simulare situazioni reali.

Workshop sul Teamwork

Attraverso workshop e attività di team building, i partecipanti imparano a collaborare in modo efficace, a comunicare meglio e a gestire le dinamiche di gruppo. Queste esperienze aiutano a rafforzare il senso di appartenenza e a migliorare la fiducia reciproca.

Coaching e Mentorship

Un altro metodo efficace è il coaching individuale o il mentoring da parte di leader esperti. Queste esperienze permettono di acquisire competenze pratiche e di ricevere feedback personalizzati.

Simulazioni e Project Work

Le simulazioni e i project work permettono ai partecipanti di mettere in pratica le competenze apprese in un contesto realistico. Lavorare su progetti concreti rafforza le capacità di leadership e la cooperazione all’interno del team.

Formazione Online e E-learning

Grazie alle piattaforme digitali, è possibile accedere a corsi di formazione su leadership e teamwork in qualsiasi momento. Webinar, video tutorial e corsi interattivi offrono flessibilità e contenuti aggiornati.

 

Sviluppare leadership e teamwork è essenziale per il successo personale e aziendale. Grazie alla formazione, è possibile affinare queste competenze, migliorare la gestione dei team e creare un ambiente di lavoro più produttivo e armonioso.

Upskilling e Reskilling: Come reinventarsi professionalmente

Upskilling e Reskilling: come reinventarsi professionalmente

Nel mondo del lavoro in continua evoluzione, l’aggiornamento e la riqualificazione delle competenze non sono più un’opzione, ma una necessità. Il progresso tecnologico, la digitalizzazione e i cambiamenti socio-economici stanno ridisegnando il panorama occupazionale, rendendo upskilling e reskilling due strategie fondamentali per rimanere competitivi e costruire una carriera solida e duratura. Ma cosa significano esattamente questi termini e come possono aiutarti a reinventarti professionalmente? Scopriamolo nel dettaglio.

Upskilling e Reskilling: significato

L’upskilling e il reskilling sono processi di apprendimento e formazione che mirano a sviluppare o acquisire nuove competenze per adattarsi ai cambiamenti del mercato del lavoro.

L’upskilling (aggiornamento delle competenze) consente ai professionisti di migliorare le proprie abilità in un settore specifico, rimanendo aggiornati con le ultime tecnologie e metodologie. Mentre il reskilling (riqualificazione professionale), invece, è un processo di riqualificazione che consente di acquisire nuove competenze e reinventarsi in un ambito completamente diverso.

Differenza tra Upskilling e Reskilling

La differenza tra upskilling e reskilling risiede negli obiettivi e nell’ambito della formazione:

  • Upskilling: Consiste nel migliorare e ampliare le proprie competenze per restare al passo con le innovazioni del proprio settore. Un esempio pratico – Un analista di marketing che apprende l’uso avanzato degli strumenti di intelligenza artificiale per ottimizzare le campagne pubblicitarie.
  • Reskilling: Implica l’acquisizione di competenze completamente nuove per cambiare ruolo o settore lavorativo. Ad esempio – Un impiegato amministrativo che si specializza in data analysis per adattarsi alle nuove esigenze aziendali.

Queste strategie sono essenziali per garantire l’occupabilità a lungo termine e cogliere nuove opportunità nel mercato del lavoro.

Perché Upskilling e Reskilling sono importanti?

Secondo il World Economic Forum, entro pochi anni molte professioni tradizionali saranno trasformate dall’automazione e dall’intelligenza artificiale. L’acquisizione di nuove competenze è quindi fondamentale per:

  • Rimanere competitivi: Le aziende cercano professionisti con competenze aggiornate e capacità di adattamento;
  • Aumentare le opportunità di carriera: Un bagaglio di competenze più ampio si traduce in maggiori possibilità di crescita;
  • Garantire la sicurezza lavorativa: Chi si evolve con il mercato riduce il rischio di obsolescenza professionale;
  • Migliorare la soddisfazione lavorativa: Apprendere nuove competenze rende il lavoro più stimolante e gratificante.

Come fare Upskilling: strategie efficaci

Se desideri aggiornare le tue competenze e migliorare il tuo profilo professionale, segui questi passi:

  1. Identifica le competenze richieste nel tuo settore: Analizza le tendenze del mercato del lavoro per individuare le abilità più richieste;
  2. Segui corsi di formazione specializzati: Piattaforme come Coursera, Udemy, edX, LinkedIn Learning offrono corsi su svariati argomenti, dall’analisi dei dati alla programmazione avanzata;
  3. Partecipa a workshop e seminari: Eventi di settore e conferenze sono occasioni preziose per acquisire nuove conoscenze e fare networking;
  4. Leggi libri e articoli di settore: Approfondire tematiche chiave attraverso letture specializzate ti aiuterà a rimanere aggiornato sulle ultime innovazioni;
  5. Sperimenta sul campo: La teoria senza pratica ha poco valore. Applica subito ciò che impari attraverso progetti reali o esperienze di lavoro.

Come fare Reskilling: cambiare carriera con successo

Se invece vuoi cambiare carriera o acquisire competenze in un nuovo settore, ecco alcuni punti fondamentali per riqualificarti:

  1. Valuta le tue competenze trasferibili: Molte abilità acquisite in un lavoro possono essere applicate in un altro. Ad esempio, un project manager ha competenze di organizzazione e leadership utili in qualsiasi settore;
  2. Esplora le nuove opportunità di mercato: Individua i settori in forte crescita, come la tecnologia, il digitale e la sostenibilità;
  3. Segui corsi di formazione intensivi: Bootcamp e percorsi formativi brevi offrono la possibilità di acquisire competenze tecniche in pochi mesi. Alcuni esempi sono i bootcamp di coding, UX design, cybersecurity e data analysis;
  4. Fai esperienza pratica: Stage, progetti freelance o volontariato possono aiutarti a creare un nuovo portfolio professionale e a dimostrare le tue competenze;
  5. Costruisci una rete di contatti: Il networking è essenziale per entrare in un nuovo settore. Confrontati con professionisti del settore e cerca un mentore che possa guidarti nel tuo percorso.

Quali settori offrono maggiori opportunità?

Alcuni settori stanno crescendo rapidamente e offrono numerose opportunità per chi vuole aggiornarsi o reinventarsi. Se stai valutando un percorso di upskilling o reskilling, considera questi settori:

  • Tecnologia e IT: Cybersecurity, sviluppo software, intelligenza artificiale, cloud computing;
  • Marketing digitale: SEO, content marketing, social media management, pubblicità online;
  • E-commerce e vendite online: Gestione di marketplace, customer experience, strategie di vendita digitale;
  • Salute e benessere: Telemedicina, nutrizione digitale, coaching mentale e mindfulness;
  • Sostenibilità e green economy: Energie rinnovabili, economia circolare, gestione ambientale.

Upskilling e reskilling non sono solo strategie di adattamento, ma strumenti potenti per costruire un futuro professionale di successo. Investire nella formazione continua significa prepararsi alle sfide del mercato del lavoro con fiducia e proattività.

Power Skills le competenze nel settore marittimo

Power skills: le competenze chiave per comandanti, marinai, hostess e steward

Le power skills stanno rivoluzionando il mondo del lavoro, e nel settore marittimo sono ancora più cruciali. In un ambiente dinamico e spesso imprevedibile come quello del mare, le abilità trasversali fanno la differenza tra un equipaggio efficiente e uno che fatica ad affrontare le sfide quotidiane.

Cosa sono le power skills?

Le power skills, note anche come competenze trasversali, rappresentano un insieme di abilità personali, relazionali e cognitive che influenzano la capacità di lavorare in team, risolvere problemi e comunicare efficacemente. A differenza delle hard skills (le competenze tecniche specifiche di un ruolo), le Power Skills sono trasferibili e applicabili a diversi ruoli nel settore nautico, come comandanti, marinai, hostess e steward.

Le power skills più richieste nel settore marittimo

Il lavoro in mare richiede un mix di competenze tecniche e Power Skills. Ecco alcune delle più richieste per specifici ruoli:
1. Comunicazione efficace – Essere in grado di coordinare il team, comunicare con passeggeri e risolvere eventuali criticità a bordo.
2. Pensiero critico e problem solving – Affrontare imprevisti come maltempo, guasti tecnici o esigenze particolari degli ospiti.
3. Lavoro di squadra – Collaborare con l’equipaggio per garantire sicurezza ed efficienza nelle operazioni di bordo.
4. Leadership (per comandanti e ufficiali) – Motivare e guidare il team con fermezza e autorevolezza.
5. Gestione del tempo – Essere efficienti nella pianificazione delle attività quotidiane a bordo.
6. Flessibilità e adattabilità – Sapersi adattare ai cambiamenti improvvisi e agli imprevisti del mare.
7. Empatia e intelligenza emotiva – Essere attenti alle esigenze dei passeggeri, mantenendo sempre un atteggiamento professionale.

Perché le power skills sono così importanti?

Le power skills sono fondamentali nel settore marittimo perché garantiscono un’esperienza di navigazione sicura e piacevole. Ecco alcuni motivi per cui sono essenziali:
Migliorano la sicurezza a bordo – Una comunicazione chiara ed efficace riduce il rischio di incidenti.
Garantiscono la soddisfazione degli ospiti – Un buon servizio clienti dipende dalla capacità di ascolto e problem solving dell’equipaggio.
Facilitano la gestione dello stress – Il lavoro in mare può essere intenso e impegnativo, e le Power Skills aiutano a mantenere il controllo in ogni situazione.
Favoriscono il lavoro di squadra – Un equipaggio affiatato lavora meglio e garantisce operazioni più fluide.

Come sviluppare le power skills nel settore marittimo

Se vuoi migliorare le tue power skills per lavorare in mare, puoi adottare alcune strategie pratiche:
Formazione specifica – Seguire corsi di comunicazione, leadership e gestione delle emergenze a bordo.
Esperienza pratica – Mettere in pratica le competenze apprese durante la navigazione e l’interazione con l’equipaggio.
Feedback e auto-valutazione – Chiedere opinioni ai colleghi e migliorare le proprie competenze giorno dopo giorno.
Lettura e approfondimento – Studiare libri, articoli e risorse su soft skills applicate al mondo marittimo.

Le power skills sono la chiave per avere successo nei lavori marittimi. Mentre le competenze tecniche sono essenziali, sono le abilità trasversali a determinare la capacità di un professionista di gestire situazioni complesse, migliorare l’esperienza degli ospiti e garantire la sicurezza dell’equipaggio.

Se vuoi distinguerti nel settore nautico, inizia oggi stesso a lavorare sulle tue Power Skills!

Certificato di Specializzazione Tecnica Superiore

Certificato di Specializzazione Tecnica Superiore

Il Certificato di specializzazione tecnica superiore è il titolo rilasciato al termine di un corso IFTS (Istruzione e Formazione Tecnica Superiore). Si tratta di un certificato riconosciuto a livello nazionale ed europeo che attesta il possesso di competenze tecniche avanzate in un determinato settore produttivo. CSTS – che cos’è, come funziona e a cosa serve?

Cos’è il Certificato di specializzazione tecnica superiore?

Il Certificato di specializzazione tecnica superiore (CSTS) è un titolo formativo riconosciuto a livello nazionale, destinato a chi desidera acquisire determinate competenze avanzate in specifici settori professionali.

Questo certificato si colloca tra l’istruzione secondaria e la formazione universitaria, offrendo un’opportunità concreta per chi vuole specializzarsi senza necessariamente intraprendere un percorso accademico.

Il Certificato è riconosciuto a livello nazionale, quindi valido in tutta Italia e spendibile anche in ambito europeo.

Difatti il Certificato di specializzazione tecnica superiore è di Livello EQF 4 (European Qualification Framework), lo stesso livello del diploma di scuola superiore.

 

A chi è rivolto e come si ottiene il Ceritificato?

Il certificato è destinato a:

  • Diplomati che vogliono acquisire competenze tecniche specialistiche.
  • Lavoratori che desiderano riqualificarsi o aggiornare le proprie competenze.
  • Disoccupati che vogliono migliorare la propria occupabilità in settori richiesti dal mercato.

Il certificato di specializzazione tecnica superiore viene rilasciato in vari ambiti, tra cui:

  • Tecnologie dell’informazione e della comunicazione (ICT);
  • Industria e manifattura avanzata;
  • Turismo e beni culturali;
  • Agroalimentare;
  • Energia e ambiente;
  • Sanità e servizi alla persona;
  • Logistica e trasporti.

Per ottenere il certificato bisogna:

  • Frequentare un corso IFTS, dalla durata di 800-1.000 ore;
  • Partecipare a stage e tirocini aziendali, di almeno il 30% del percorso;
  • Superare l’esame finale che verifica le competenze acquisite.

C’è da precisare che, rispetto a un diploma ITS (Istituto Tecnico Superiore), il certificato IFTS è di livello EQF 4 (mentre il diploma ITS è EQF 5 e dura due anni); mentre rispetto a una laurea, il certificato è più pratico e orientato al lavoro, mentre la laurea fornisce una preparazione più teorica.

Quali sono i vantaggi di un Certificato di specializzazione tecnica superiore?

Il CSTS ha diversi vantaggi sia per chi entra nel mondo del lavoro sia per chi desidera migliorare le proprie competenze. Eccone alcuni:

  • Migliori opportunità lavorative: il certificato è molto richiesto dalle aziende che cercano profili tecnici specializzati.
  • Inserimento rapido nel mercato del lavoro: grazie alla formazione pratica e ai tirocini, i diplomati hanno maggiori possibilità di impiego immediato.
  • Possibilità di crescita professionale: il CSTS permette di accedere a ruoli più qualificati e con migliori condizioni contrattuali.
  • Crediti formativi: il certificato può anche essere riconosciuto ai fini di un successivo percorso universitario o di formazione.
Cosa sono le soft skills e hard skills

Soft skills: quali sono e come svilupparle

Quali sono le soft skills e perché sono così importanti? Come svilupparle e inserire all’interno del Curriculum Vitae? Queste sono ritenute come abilità anche più rilevanti e preziose delle competenze tecniche nella valutazione del personale. Com’è cambiato, quindi, il precesso di reclutamento e di ricerca del lavoro? Rispondiamo a tutte queste domande conoscendo insieme le famigerate: soft skills!

Soft skills: significato

Potremmo tradurre il termine “soft skills” in italiano come “abilità personali”. Questo concetto si riferisce a tutte quelle competenze legate sia all’intelligenza emotiva che alle abilità naturali che ogni individuo possiede.

Le soft skills, quindi, non sono solo competenze tecniche (le cosiddette hard skills), ma vanno oltre, toccando l’interazione personale, dalla reazione nel risolvere i problemi in ambito lavorativo fino a come si interagisce con i colleghi. Quindi ci si riferisce a tutte quelle “competenze trasversali e interpersonali” che sono fondamentali nella vita professionale.

Queste soft skills, ormai, sono sempre più richieste dalle aziende e le sole competenze tecniche non bastano più per essere assunti. Tutti, dirigenti e dipendenti devono coltivare queste qualità che vanno ben oltre la professionalità.

Soft skills: cosa sono

Come abbiamo compreso, le soft skills sono legate al come si interagisce con le persone, a come risolvere tutti problemi che possono nascere in un cotesto lavorativo, alle idee che è possibile sviluppare sia da soli che in team, alla gestione delle proprie responsabilità e del tempo e non al come lavorare in un determinato ambito tecnico.

Tra le tante “qualità” anche l’essere persone energiche che collaborano in armonia con i colleghi e creano intorno a loro un’atmosfera piacevole, oltre che produttiva, è una delle qualità che le aziende ricercano nei loro futuri dipendenti.

Le soft skill più richieste dalle aziende sono:

  • capacità creative;
  • capacità di adattamento;
  • competenze comunicative;
  • capacità organizzative;
  • gestione del tempo;
  • problem-solving;
  • lavoro di squadra;
  • abilità interpersonali;
  • leadership;
  • empatia.

Soft skills: esempi

Per quanto non sia semplice ipotizzare una classifica ben definita delle soft skills più richieste dalle aziende, facciamo alcuni esempi tra quelle più rilevanti:

  • Creatività: nel mondo degli affari la creatività ricopre un ruolo molto importante in qualsiasi ramo o dipartimento di un’organizzazione. Le aziende tendono a cercare sempre persone molto creative per sviluppare nuove idee e crescere professionalmente;
  • Gestione del tempo: è la capacità di comprendere, definire e far evolvere un’organizzazione come sistema, gestendo il tempo a propria diposizione con tanta agilità organizzativa;
  • Gestione dello stress: un argomento di grande interesse che viene sempre valutato con molta attenzione. Tutti i lavori sono stressanti e alcuni ambienti lavorativi lo sono più degli altri. Quello che conta è dimostrare di saper riconoscere i primi segnali di malessere, identificarne le cause e successivamente arginarne gli effetti di questo stress. Non solo per salvaguardare la propria salute psico-fisica, ma anche per evitare di sviluppare avversione dell’ambiente di lavoro;
  • Team working: ovvero “lavoro di squadra”. Questo è un modello organizzativo dove il lavoro viene svolto da più persone con lo scopo di raggiungere un obiettivo comune. Lavorando insieme si cresce sia come singoli che come gruppo. I dipendenti che hanno l’abilità di lavorare bene in squadra sono sempre molto avvantaggiati;
  • Autonomia: oltre al lavoro in team, per svolgere le proprie mansioni è fondamentale sapersi gestire anche senza una supervisione o lavorando da soli. La crescita professionale parte dall’autonomia;
  • Abilità nei rapporti interpersonali: come si interagisce con gli altri è essenziale. Bisogna essere dotati di forte empatia per creare relazioni sane e gestire anche situazioni difficili con comprensione e diplomazia.
  • Leadership: questa è una competenza importante poiché aiuta a formare un ambiente di lavoro positivo e produttivo. Difatti, per leadership si intende la capacità di motivare e guidare gli altri. Solo un leader che ha sviluppato determinate competenze sarà capace di motivare il proprio team durante i momenti di difficoltà, nonché incoraggiarli e far crescere la creatività e l’energia aziendale;
  • Problem-solving: un termine che sentiamo spesso, una delle soft skills più importanti. Il problem-solving è la capacità di identificare e risolvere i problemi. Attraverso questa capacità si possono aiutare i dipendenti in difficoltà a trovare soluzioni innovative ed originali, nonché efficienti e durature.
  • Adattamento e Flessibilità: L’adattamento e la flessibilità all’interno di un contesto lavorativo sono il perno che lega i dipendenti alla stessa azienda. Una soft skill significativa perché permette a chi lavora di creare intorno a sé un ambiente dinamico e di affrontare tutte le sfide con spirito di inventiva ed elasticità.

Soft skills: curriculum

Le soft skills sono delle vere e proprie abilità personali trasversali non legate ad un mestiere o ad un particolare contesto tecnico. Questo, come abbiamo notato, interessa particolarmente ai datori di lavoro che cercano un personale sempre più dotato di determinate attitudini.

Per questo è fondamentale inserire all’interno del proprio Curriculum Vitae tutte queste capacità per farsi conoscere e notare tra tanti candidati.

All’interno del Curriculum Vitae è importante dedicare una parte della pagina alle soft skills, posizionandole al di sotto delle hard skills, in una sezione dedicata.

Le soft skills sono quella “marcia in più” che tutti posseggono a proprio modo ed è essenziale il loro inserimento nei CV poiché mostrano, da un primo aspetto conoscitivo, tutte le doti possedute e da dover dimostrare successivamente. Solitamente durante il colloquio conoscitivo, le soft skills vengono “messe alla prova” dai responsabili HR.

Per questo, non ci si deve limitare solo ad elencarle, ma anche a spiegare ed indicare i momenti in cui si sono acquisiti. Inoltre, è bene esprimersi in modo libero senza apparire prolissi e non essere molto timidi nel dichiararle tutte. Questo è il passo giusto per farsi notare!

I lavori più richiesti: opportunità per ogni livello di competenza

Soft skills e Hard skills: come acquisirle e migliorarle

Come poter creare un Curriculum Vitae impeccabile, raccontando tutto delle proprie abilità trasversali e competenze tecniche, lasciando la giusta impronta di sé? Se hai questo dubbio è perché ancora non hai inserito nel tuo CV le famigerate Soft skills e Hard skills! Cosa sono le Soft e Hard skills, perché sono così importanti? Continua a leggere…

Cosa sono le Soft skills e Hard skills?

Sin da bambini ci insegnano che per avere successo nella vita è necessario studiare molto e impegnarsi in tutto ciò che si fa. Ma per poter acquisire le competenze ed abilità che sono richieste per svolgere un determinato lavoro, delle volte, questo non basta.

Ormai grandi e in procinto di trovare un impiego, ci rendiamo conto della necessità delle aziende di assumere dipendenti capaci non solo di svolgere bene il proprio lavoro, da un punto di vista professionale e tecnico, ma anche da quello umano, empatico e creativo.

Durante i colloqui di lavoro gli HR valutano i candidati su due diverse serie di abilità: le Soft Skills e le Hard Skills. Ma cosa sono?

 

Cosa sono le Hard skills?

Le hard skills, sono le abilità o competenze definite, appunto, “difficili”, ovvero strettamente connesse al lavoro che si svolge, che si acquisiscono attraverso lo studio e il lavoro.

Queste hard skills vengono sempre indicate sia negli annunci di lavoro che nei CV, poiché sono legate alla posizione specifica per cui i candidati si propongono e i datori di lavoro cercano.

  • Alcuni esempi di hard skills sono:
  • Utilizzo del computer;
  • Conoscenza delle lingue straniere;
  • Conoscenza di software particolari;
  • Conoscenza di una lingua straniera;
  • Utilizzo di un determinato macchinario;
  • Conoscenza tecnica della posizione di lavoro indicata;
  • Certificati e/o tesserini che attestino determinati percorsi di formazione.

 

Cosa sono le Soft Skills?

Le soft skills, invece, sono le c.d. competenze trasversali, ovvero le famigerate “abilità personali” che sono legate sia all’intelligenza emotiva che alle abilità naturali che ogni individuo possiede. Queste predisposizioni sono estremamente specifiche e soggettive in ogni individuo, legate alle proprie capacità comportamentali e relazionali.

In questo caso si fa riferimento a tutte quelle abilità non specifiche di un determinato lavoro, ma che sono legate al singolo individuo nel modo di agire di fronte a situazioni particolari, ovvero alle sue capacità di gestire lo stress, di prendere decisioni oppure di condurre un team.

Ecco alcuni esempi di soft skill più richieste dalle aziende:

  • Creatività;
  • Leadership;
  • Empatia;
  • Motivazione;
  • Adattamento e Flessibilità;
  • Comunicazione;
  • Organizzazione e gestione del tempo;
  • Problem-solving;
  • Team Working.

 

Soft skills e Hard skills: differenze

Le differenze tra le due skills sono evidenti.

Mentre le soft skills sono tutte quelle qualità/abilità personali che possono nascere e dipendere da fattori di predisposizione genetica, oltre che da fattori culturali e di esperienze passate che col tempo hanno plasmato il comportamento, il modo di pensare, osservare, interagire, analizzare e di interpretare da parte di un individuo, le hard skills sono decisamente più tecniche.

Difatti, le hard skills non hanno nulla a che vedere con il comportamento o la creatività personale, ma vengono semplicemente acquisite e sviluppate col tempo, attraverso la formazione e il lavoro.

Per questo, contrariante alle soft skills, le hard skills sono misurabili e quantificabili e misurabili.

Una cosa è certa, sono entrambe essenziali. Non si può definire quale delle due sia meglio possedere, poiché queste tipologie di abilità sono importanti per poter essere definite delle “risorse di successo”. Per questo è fondamentale possedere il giusto mix tra hard e soft skills.

 

Come migliorare le soft skills e le hard skills attraverso la formazione

È possibile sviluppare competenze trasversali anche al di fuori delle proprie capacità innate o che sono emerse nel tempo, forgiando il proprio carattere. Queste possono essere acquisite anche attraverso diverse opzioni, ovvero: workshop, coaching o corsi di formazione.

Inoltre molte aziende hanno compreso l’importanza far sviluppare ai propri dipendenti queste competenze trasversali offrendo loro diversi programmi di formazione finalizzati all’acquisizione o al miglioramento delle loro soft skills.

Contrariamente, per poter acquisire le giuste hard skills, è necessario in primis creare una formazione adeguata nell’ambito lavorativo che si vuole svolgere per poi concentrarsi sui compiti che verranno svolti in quel ambito.

Lo studio e la pratica rappresentano le due strade più importanti da dover percorrere se si vogliono ottenere le giuste hard skills.